05 maggio 2026 – I sette Paesi dell’OPEC+ — Arabia Saudita, Russia, Iraq, Kuwait, Kazakistan, Algeria e Oman — hanno approvato un aumento complessivo della produzione di petrolio greggio pari a 188 mila barili al giorno, nell’ambito degli aggiustamenti volontari aggiuntivi annunciati nell’aprile 2023.
Per giugno 2026, i nuovi livelli produttivi e i relativi incrementi saranno i seguenti: Arabia Saudita a 10,3 milioni di barili al giorno (+62 mila), Russia a 9,8 milioni (+62 mila), Iraq a 4,4 milioni (+26 mila), Kuwait a 2,6 milioni (+16 mila), Kazakistan a 1,6 milioni (+10 mila), Algeria a 989 mila (+6 mila) e Oman a 826 mila barili al giorno (+5 mila).
L’annuncio arriva pochi giorni dopo la decisione degli Emirati Arabi Uniti (EAU) di lasciare l’OPEC e l’OPEC+ a partire dal maggio 2026, ponendo fine a 59 anni di adesione all’organizzazione.
Gli Emirati rappresentano il più grande produttore petrolifero ad aver abbandonato il gruppo. Prima della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran e delle successive tensioni nello Stretto di Hormuz, il Paese produceva circa 3,4 milioni di barili al giorno, pari a circa il 3% dell’offerta globale di greggio.
Le attuali interruzioni del traffico marittimo nello Stretto limitano però la capacità degli Emirati di aumentare produzione ed esportazioni. In caso di ritorno alla normalità delle rotte commerciali, Abu Dhabi potrebbe portare la produzione fino alla capacità massima stimata di 5 milioni di barili al giorno tra greggio e liquidi.
Già nell’aprile 2026, l’OPEC+ aveva concordato un incremento produttivo di 206 mila barili al giorno, entrato in vigore a maggio. Di questo aumento, 18 mila barili al giorno sarebbero dovuti provenire dagli Emirati Arabi Uniti, mentre i restanti 188 mila barili al giorno sono ora redistribuiti tra gli altri sette membri del gruppo.