Il libro affronta in modo completo ed esaustivo la storia del settore elettrico in Italia, dall'inizio del secolo scorso ai giorni odierni e quindi dalla nascita dell'industria elettrica in Italia alla sua nazionalizzazione: ma soprattutto fa un analisi molto accurata di quanto è accaduto a partire dal 1999 in poi, con il Decreto Bersani che riformava e liberalizzava l'intero settore elettrico.

E' qui nascono le prime critiche, o meglio le prime osservazioni che l'autore fa allo schema attuato in Italia, che a fatica sta procedendo verso una maggiore apertura del mercato e verso una maggiore competizione tra gli operatori.

Si è vero che il mercato è oggi liberalizzato al 100% e tutti possono cambiare  fornitore elettrico.

Ma quanti lo hanno fatto e quali benefici ne hanno tratto?

Molti passi avanti sono stati fatti sull'efficienza, sulla adeguatezza e sulla sicurezza del sistema elettrico; ma il cammino - dice Zorzoli  verso un sistema di prezzi e tariffe che renda il sistema Italia realmente più competitivo e più aperto è ancora lungo.

Le imprese italiane pagano prezzi del kWh al netto delle imposte, mediamente superiori a quelli registrati nei principali Paesi europei, rendendo quindi la nostra industria meno competitiva di quella dei propri concorrenti.

Naturalmente, la liberalizzazione poco ha potuto fare se, a monte, c'era un difetto di origine del sistema elettrico italiano: un mix di generazione sbagliato e caro, ed un potere forte dell'operatore dominante.

Altra considerazione riguarda il funzionamento della Borsa Elettrica.

Se si guardano i dati  delle contrattazioni in Borsa degli ultimi mesi, si trovano prezzi di tutti i generi; più alti nelle ore di punta più bassi nelle ore vuote; più alti nel  sud, più bassi al centro-nord. Gli scarti sono enormi ed arrivano anche al 30% per il PUN zonale.

Ci si domanda allora se effettivamente la nazionalizzazione del settore elettrico che doveva far pagare lo stesso prezzo del kWh al consumatore siciliano come a quello lombardo non abbia fallito e ora ci ritroviamo,  in certi ambiti, alla situazione del 1955.

Certo, l'Autorità fa tutto il possibile per migliorare il mercato elettrico ed anche per limare la bolletta dei consumatori, operando dove può e cioè su tutte le voci e gli oneri di sistema.

Interviene su tutte le componenti con autorevolezza e precisione e spinge gli operatori a fare offerte chiare e non discriminatorie, sopratutto verso i  consumatori più deboli come quelli domestici.

Ma i suoi poteri sono limitati delle attuali leggi e sopratutto da una struttura anomale del sistema elettrico italiano ancora molto regionalizzato ed ingessato.

Quindi terza considerazione, che si rifà al titolo del libro di Zorzoli ed al capitolo su Adam Smith e l'ornitorinco.

"Strano questo mercato elettrico". Perché strano?

Lo spiega bene l'autore, quando dice che il mercato elettrico "è un esempio di adattamento alla logica di mercato di un sistema a ciò scarsamente adeguato" e direi strutturato.

 

 

Indice

 

Capitolo I  

Un futuro imprevedibile

Capitolo II

Una realtà consolidata

Capitolo III

Un sistema complesso

Capitolo IV

Gli impianti di generazione più “tradizionali”

Capitolo V  

La controversia nucleare 

Capitolo VI-

Le nuove tecnologie con fonti rinnovabili

Capitolo VII

 Le innovazioni radicali

Capitolo VIII

I problemi ambientali

Capitolo IX

L’efficienza energetica  

Capitolo X

Il sistema tariffario

Capitolo XI

Il processo di liberalizzazione

Capitolo XII

Riflessioni sul mercato elettrico 

Se questo è un po' vero per tutti i mercati elettrici, che sono difficilmente e completamente liberalizzabili, per le loro caratteristiche di monopoli naturali, lo è in particolare per il mercato italiano, per le sue anomalie di origine  e per la sua criticità di funzionamento.

Cosa fare allora? Dobbiamo fermarci o fare marcia indietro? Assolutamente no!

Dobbiamo invece, con tenacia, proseguire nella difficile strada della liberalizzazione, con l'obiettivo di ridurre i costi (anche con una generazione elettrica più diversificata nel mix delle fonti - cosa non facile - ed una con distribuzione più articolata ed estesa della rete), dobbiamo migliorare ancora il servizio e la trasparenza di ciò che pagano i consumatori finali ed introdurre innovazioni per quanto concerne la formazione dei prezzi sui vari mercati.

E' quello che ci suggerisce GB Zorzoli nel suo libro, che va letto, per conoscere un po' meglio la nostra storia, per capire molto di più su cosa funziona e su cosa non funziona, e sopratutto, per imparare tutto quello che  non sappiamo su questo "strano mercato elettrico".