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Il libro affronta in modo completo ed esaustivo la storia
del settore elettrico in Italia, dall'inizio del secolo scorso ai giorni
odierni e quindi dalla nascita dell'industria elettrica in Italia alla sua
nazionalizzazione: ma soprattutto fa un analisi molto
accurata di quanto è accaduto a partire dal E' qui nascono le prime critiche, o meglio le prime
osservazioni che l'autore fa allo schema attuato in Italia, che a fatica sta
procedendo verso una maggiore apertura del mercato e verso una maggiore
competizione tra gli operatori. Si è vero che il mercato è oggi
liberalizzato al 100% e tutti possono cambiare fornitore elettrico. Ma quanti lo hanno fatto e quali benefici
ne hanno tratto? Molti passi avanti sono stati fatti sull'efficienza, sulla adeguatezza e sulla sicurezza del sistema elettrico;
ma il cammino - dice Zorzoli verso un
sistema di prezzi e tariffe che renda il sistema Italia realmente più
competitivo e più aperto è ancora lungo. Le imprese italiane pagano prezzi del kWh al netto delle
imposte, mediamente superiori a quelli registrati nei principali Paesi
europei, rendendo quindi la nostra industria meno competitiva di quella dei
propri concorrenti. Naturalmente, la liberalizzazione poco ha potuto fare se, a monte, c'era un difetto di origine del sistema elettrico
italiano: un mix di generazione sbagliato e caro, ed un potere forte
dell'operatore dominante. Altra considerazione riguarda il funzionamento della Borsa
Elettrica. Se si guardano i dati delle contrattazioni in Borsa degli
ultimi mesi, si trovano prezzi di tutti i generi; più alti nelle ore di punta
più bassi nelle ore vuote; più alti nel
sud, più bassi al centro-nord. Gli scarti sono enormi ed arrivano anche al 30% per il PUN
zonale. Ci si domanda allora se effettivamente la
nazionalizzazione del settore elettrico che doveva far pagare lo stesso
prezzo del kWh al consumatore siciliano come a quello lombardo non abbia
fallito e ora ci ritroviamo, in certi ambiti, alla situazione del
1955. Certo, l'Autorità fa tutto il possibile per migliorare il
mercato elettrico ed anche per limare la bolletta dei consumatori, operando
dove può e cioè su tutte le voci e gli oneri di sistema. Interviene su tutte le componenti
con autorevolezza e precisione e spinge gli operatori a fare offerte chiare e
non discriminatorie, sopratutto verso i
consumatori più deboli come quelli domestici. Ma i suoi poteri sono limitati delle attuali leggi e
sopratutto da una struttura anomale del sistema
elettrico italiano ancora molto regionalizzato ed ingessato. Quindi terza considerazione, che si rifà al titolo del
libro di Zorzoli ed al capitolo su Adam Smith e l'ornitorinco. "Strano questo mercato elettrico". Perché strano? Lo spiega bene l'autore, quando dice che il mercato
elettrico "è un esempio di adattamento alla logica di mercato di un
sistema a ciò scarsamente adeguato" e direi strutturato.
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Indice Capitolo I Un futuro imprevedibile Capitolo II Una realtà consolidata Capitolo III Un sistema complesso Capitolo IV Gli impianti di generazione più
“tradizionali” Capitolo V La controversia nucleare Capitolo VI- Le nuove tecnologie con fonti
rinnovabili Capitolo VII Le innovazioni radicali Capitolo VIII I problemi ambientali Capitolo IX L’efficienza energetica Capitolo X Il sistema tariffario Capitolo XI Il processo di liberalizzazione Capitolo XII Riflessioni sul mercato elettrico |
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Se questo è un po' vero per tutti i mercati elettrici, che
sono difficilmente e completamente liberalizzabili, per le loro
caratteristiche di monopoli naturali, lo è in particolare per il mercato
italiano, per le sue anomalie di origine e per la sua criticità di
funzionamento. Cosa fare allora? Dobbiamo fermarci o fare
marcia indietro? Assolutamente no! Dobbiamo invece, con tenacia, proseguire nella difficile
strada della liberalizzazione, con l'obiettivo di ridurre i costi (anche con
una generazione elettrica più diversificata nel mix
delle fonti - cosa non facile - ed una con distribuzione più articolata ed
estesa della rete), dobbiamo migliorare ancora il servizio e la trasparenza
di ciò che pagano i consumatori finali ed introdurre innovazioni per quanto
concerne la formazione dei prezzi sui vari mercati. E' quello che ci suggerisce |
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